Sui contratti di opzione

La vendita sul mercato consentirebbe all'investitore di ottenere 0. Per chiarezza, è opportuno introdurre ora la definizione di opzione, spesso chiamata "diritto" o "option": attraverso l'acquisto di un'opzione l'investitore acquisisce la facoltà, ma non l'obbligo, di comprare call option o vendere put option entro la scadenza del contratto se di tipo americano , oppure alla scadenza se di tipo europeo , il quantitativo di attività sottostante che nominalmente fa capo all'opzione stessa; il tutto al prezzo indicato come prezzo d'esercizio, o "strike price". Opzioni asiatiche [ modifica modifica wikitesto ] Con le opzioni asiatiche si intende valutare l'evoluzione del titolo in termini di media. Cliccando su "ricerca avanzata" è possibile effettuare una richiesta più precisa incrociando contemporaneamente più variabili.

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Il contratto di Opzione: concetti generali di Giuliana Fittante, gennaio Vedi anche: Operatività sulle opzioni con Directa Introduzione Appartenente alla variegata categoria dei derivati, l'opzione è lo strumento finanziario caratterizzato da una più forte valenza assicurativa, concepito in origine allo scopo di garantire all'acquirente, a fronte del pagamento di affiliato di opzioni binarie "premio", una copertura dal rischio di svalutazione del suo investimento.

Si tratta in effetti di un vero e proprio contratto tra due soggetti, compratore e venditore, con cui il primo acquisisce il diritto, ma non l'obbligo, di comprare opzione Call o vendere opzione Put una determinata quantità di uno strumento finanziario attività sottostante, o sui contratti di opzione a o entro una scadenza stabilita e a sui contratti di opzione prezzo prefissato prezzo di esercizio o strike pricementre il secondo gliene fornisce la garanzia, a fronte del pagamento incassato con la vendita dell'opzione.

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Poiché il possessore dell'opzione eserciterà il suo diritto solo se gli risulterà conveniente, mentre il venditore è obbligato a rispettare l'impegno assunto con l'incasso del "premio", l'analogia con i contratti di assicurazione risulta evidente.

Fin qui la "filosofia" del contratto Caratteristiche principali Le opzioni si dividono sui contratti di opzione due categorie, Call e Put, che garantiscono un diritto rispettivamente a comprare e a vendere, e si negoziano a lotti: ciascun lotto equivale a un contratto e permette di controllare un numero definito di unità del sottostante per il titolo Eni del nostro esempio. Si distinguono inoltre le opzioni di tipo europeo, esercitabili solo a una precisa data di scadenza, da quelle di tipo americano, esercitabili entro la scadenza, ovvero in qualsiasi momento lungo la durata del contratto.

La Cassa di Compensazione e Garanzia Gli obblighi sui contratti di opzione dai contratti di opzione non sono regolati direttamente tra le parti acquirente e venditrice, ma attraverso una Clearing House, in Italia rappresentata dalla Cassa di Compensazione e Garanzia, che garantisce il buon fine di tutte le transazioni, incassando attraverso gli intermediari abilitati tutti i pagamenti e regolando liquidazioni, compensazioni e margini.

Il contratto di Opzione: concetti generali

Prezzo e valore Si parla di opzioni in the money ITM quando la differenza tra prezzo di esercizio e prezzo del sottostante rende conveniente l'esercizio, at the money ATM quando i due prezzi sono uguali o molto vicini, out of the money OTM quando sono lontani tanto da rendere l'opzione di fatto priva di valore. Ad esempio, un'opzione Call è in the money quando lo strike è inferiore al prezzo corrente del sottostante, una Put quando è superiore.

Alla scadenza solo le opzioni in the money conservano valore. Nel valutare il valore di un'opzione dobbiamo distinguere due componenti: il valore intrinseco, determinato dalla distanza del prezzo di esercizio da quello di mercato del sottostante; più precisamente, lo si definisce come il maggior valore tra zero e il valore che l'opzione avrebbe se fosse esercitata immediatamente il valore temporale, legato alla maggiore o minore possibilità di movimenti sui contratti di opzione sottostante favorevoli al possessore e quindi anche alla più o meno lunga vita residua del contratto: in linea di massima, più lontana è la scadenza, più alto è il rischio assunto dal venditore e quindi, a parità di altre condizioni, il prezzo dell'opzione.

Il prezzo di un'opzione è determinato dalla combinazione di sei fattori principali: il prezzo corrente del sottostante il prezzo di esercizio strike price la vita residua la volatilità del prezzo del sottostante il tasso d'interesse privo di rischio risk free i dividendi attesi lungo la durata del contratto.

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L'influenza dei primi due fattori è intuitiva: il prezzo corrente è correlato positivamente al prezzo delle Call e negativamente a quello delle Put, mentre l'opposto avviene per il prezzo di esercizio.

Il coefficiente che misura la sensibilità del prezzo dell'opzione alla variazione di valore del sottostante prende il nome di delta.

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Sulla vita residua, oltre alla differenza già illustrata tra opzioni americane ed europee, aggiungiamo che la discesa del valore temporale, soprattutto delle opzioni at the money e out of the money, è tanto più rapida quanto più ci si avvicina alla scadenza time decay.

La volatilità che qui ci interessa non è quella storica, ma quella attesa futura si parla di volatilità implicita ed esistono complicate formule matematiche per calcolarla ; un suo aumento fa crescere il prezzo sia delle Call che delle Put, dato che amplia la possibilità di guadagno senza ovviamente modificare l'eventuale perdita, che corrisponde sempre al premio sui contratti di opzione pagato.

Anche la volatilità si ripercuote in misura assai maggiore sulle opzioni out of the money.

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Anche i sui contratti di opzione, in quanto riducono il prezzo dell'azione dopo lo stacco senza il compenso del corrispondente reddito per i possessori di opzioni, si riflettono sul prezzo di queste ultime solo in proporzione al loro ammontare, abbassando il valore delle Call e accrescendo quello delle Put salvo in caso di clausole che prevedano la rettifica dello strike a seguito di dividendi straordinari. La strategia del venditore Tra acquisto e vendita di un'opzione esiste una differenza sostanziale.

L'acquirente, in quanto acquisisce una facoltà e non un obbligo, non rischia mai di perdere più del "premio" inizialmente pagato, vale a dire il prezzo dell'opzione. Il venditore assume invece un impegno ben preciso a fronte dell'incasso del "premio" e si espone quindi al rischio di perdite elevate, e nel caso di vendita "nuda" di opzione Call potenzialmente illimitate: se deve consegnare titoli al possessore di una Call a un prezzo molto inferiore a quello di mercato, per onorare il contratto sarà costretto a svenderli, se li ha in portafoglio vendita "assistita"o peggio a procurarseli a sua volta sul mercato a qualunque prezzo, sui contratti di opzione non li possiede vendita "nuda".

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Il suo guadagno massimo sarà invece sempre limitato al prezzo incassato con la vendita dell'opzione. A questo punto il lettore si chiederà perché mai un investitore dovrebbe decidere di vendere opzioni e quindi anche come possa esistere un mercato di strumenti finanziari che sembrerebbero utili soltanto per gli acquirenti. In effetti la strategia del venditore risulterebbe incomprensibile se non entrasse in gioco a controbilanciare il suo apparente svantaggio un altro fattore fondamentale: il calcolo delle probabilità.

Cosa sono le OPZIONI? - Pillole di Economia Ep.18

La valenza più o meno speculativa di questa scommessa, tuttavia, dipende soprattutto dall'atteggiamento e dalle capacità di chi la mette in atto: l'azzardo dell'inesperto che tenta la fortuna come farebbe con un biglietto della lotteria non è neppure lontanamente paragonabile all'attenta e consapevole valutazione del rischio che un buon conoscitore del mercato è in grado di basare sul proprio importante bagaglio di informazioni e di esperienza